Railway to Heaven

Grafica di Boyan Donev

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"Railway to Heaven"
non è un dipinto di chiesa e binari.
È un quadro del ritorno.

Guarda come i binari si incontrano —
due direzioni, due destini, due vite,
che finalmente trovano un percorso comune.
Il cammino conduce al tempio,
e il tempio qui non è solo un edificio.
È casa.
È madre.
È l’ultimo rifugio dell’anima,
quando il rumore di questo mondo finalmente tace.

I binari sono solidi, ruvidi, di ferro —
come la vita che spesso ci schiaccia.
Eppure conducono con sicurezza avanti,
senza curve, senza esitazioni.
Diretti verso una luce,
lontana e vicina allo stesso tempo.

La chiesa sta paziente, grande, immobile.
Non viene da noi — dobbiamo andare noi da lei.
Ma il percorso è dato.
Il percorso è tracciato.
Il percorso è chiaro.

Questo è un dipinto per chi si è stancato di vagare.
Per chi ha vissuto fabbriche, caserme, stazioni, separazioni,
e ora ritorna al silenzio del sacro.

La ferrovia di ferro verso il cielo.
Insensibile, precisa, severa —
ma sicura.

E forse la cosa più importante:
Qui non c’è treno.
Né movimento.
Né fretta.

Questo è il momento in cui siamo già arrivati.
Quando siamo davanti ai cancelli.
Rimane solo da fare un passo avanti.

Lia

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