Icone di Mila Vasileva
Queste non sono icone.
Sono un ponte verso ciò che è oltre.
Le icone non sono dipinte — sono scritte. Ogni linea è una parola, ogni colore è una lettera. Non sono immagini — sono finestre. Attraverso di esse guardiamo non verso il mondo, ma verso ciò che è oltre il mondo.
La tecnica è antica. La tempera è lenta, paziente, come una preghiera. La foglia d’oro non brilla — riflette. Riflette la luce che non è nostra.
Qui non c’è spazio per l’invenzione. L’icona non è fantasia — è canone. Il volto è sempre lo stesso, perché è eterno. Le mani sono sempre aperte, perché invitano.
Quando dipingo un’icona, non creo. Ascolto. Ascolto il silenzio, ascolto la tradizione, ascolto ciò che è già stato detto mille volte — e lo ripeto.
Queste icone non sono per decorare. Sono per ricordare. Ricordare chi siamo, da dove veniamo, verso dove andiamo.
E se in esse c’è bellezza — non è mia. È di Colui che le ispira.
